Nefrectomia laparoscopica con accesso retroperitoneale

Nefrectomia laparoscopica con accesso retroperitoneale

Il Termine nefrectomia vuol dire asportazione del rene.
Il ricorso a tale intervento si rende necessario in caso di tumori o in caso di malattie renali che abbiano compromesso la funzione del rene stesso.
Nel caso di tumore si esegue una nefrectomia radicale che prevede l'asportazione del rene, del surrene, del grasso perirenale e dei linfonodi.
Se il tumore è a partenza dalla via escretrice (pelvi renale, calici o uretere) la nefrectomia si eseguirà con asportazione completa dell’uretere più un pezzo di vescica.
Nel caso di malattie non tumorali si esegue una nefrectomia semplice con asportazione del solo rene.
Tutti i suddetti tipi di nefrectomia possono essere eseguiti per via laparoscopica, sia con accesso retroperitoneale, sia con accesso intraperitoneale.
Personalmente preferiamo l’accesso extraperitoneale perché lo riteniamo molto meno invasivo.

Come viene eseguita l'operazione?
Il paziente è posizionato di fianco, si creano 4 piccoli fori si posizionano i trocars e con il gas si distende la cavità retroperitoneale.
Attraverso i trocars si introducono il laparoscopio, le pinze, le forbici e gli altri strumenti e si inizia il lavoro.
Come primo tempo si identifica il rene e lo si scolla dal muscolo psoas.
Si identifica quindi l’uretere.
Il passo successivo è l’identificazione dell’arteria renale, che viene chiusa con delle particolari clip e poi tagliata con le forbici.
Si identifica e si isola anche la vena renale e chiusa anch’essa con le clip la si taglia.
A questo punto la parte più impegnativa dell’intervento è fatta.
Si isola completamente il rene dal peritoneo posteriore.
Si seziona l’uretere dopo averlo clippato.
Si posiziona il rene in un sacchetto di plastica e lo si estrae attraverso un piccolo taglio.

Com'è il decorso post operatorio di una nefrectomia laparoscopica?
La parola giusta per definire il decorso post-operatorio di questo intervento è: "Eccezionale"
Il dolore post operatorio che è importante nell'intervento chirurgico classico, è praticamente assente nell'intervento laparoscopico.
La mobilizzazione postoperatoria è immediata (la mattina seguente), così come la ripresa dell'alimentazione.
La dimissione avviene in seconda o terza giornata.
La ripresa delle normali attività lavorative può avvenire entro 7-10 giorni.
La differenza di decorso rispetto ad un intervento open è talmente eclatante da non giustificare più il ricorso all'intervento chirurgico classico.

Com'è il controllo della malattia neoplastica?
I dati riportati dalla letteratura dimostrano come il controllo della malattia neoplastica sia perfettamente sovrapponibile a quello ottenuto con la tecnica open. Anche per questo motivo non esistono più giustificazioni per non eseguire una laparoscopia.

Ci sono perdite importanti di sangue?
Il rischio di perdite intraoperatorie di sangue è veramente basso, ma questa è una condizione tipica di tutte le laparoscopie, in quanto la visione magnificata, permette una minuziosa identificazione dei vasi anche i più piccoli, ed un loro corretto controllo.

La durata dell'intervento laparoscopico è maggiore di quella dell'intervento open?
No. In mani esperte a durata dell'intervento laparoscopico è perfettamente sovrapponibile a quella dell'intervento chirurgico.

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