In presenza di tumori renali di piccole dimensioni e comunque non superiori ai 4 cm, c’è indicazione ad eseguire una resezione renale con conservazione della parte di rene sano. Anche questo tipo di intervento può essere eseguito per via laparoscopica.
Fra tutti gli interventi laparoscopici questo è il più a rischio emorragico, e deve quindi essere eseguito da equipe con appropriata esperienza laparoscopica. |
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Facciamo sempre precedere l’intervento da uno studio angio tc dei vasi renali, in quanto è necessario conoscere perfettamente la vascolarizzazione del rene e la presenza di eventuali arterie in soprannumero. |
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L’accesso da noi preferito è quello extraperitoneale.
Il primo tempo consiste nell’identificazione e isolamento dell’arteria e della vena renale, l’accesso retroperitoneale consente di isolare per prima l’arteria e ciò facilita la prosecuzione dell’intervento. |
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Dopo aver repertato i vasi renali si libera il rene dal proprio grasso e si identifica la zona interessata dalla neoplasia e si marca il contorno su cui si eseguirà l’incisione. |
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| Si clampa l’arteria per potere eseguire la resezione renale con il rene in ischemia e pertanto con poca perdita di sangue. |
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Si inizia la resezione del parenchima renale per asportare la neoplasia. |
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| Terminata la resezione si allontana il tumore e resta la il parenchima renale sano. Si passano dei punti sul parenchima per eseguire l’emostasi. |
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Per favorire l’emostasi si possono utilizzare delle colle sintetiche che vengono posizionate sulla trancia della resezione.
La resezione del tumore e la successiva emostasi vanno completate entro 30 minuti che deve essere la durata massima dell’ischemia per poter evitare danni al parenchima renale. Sempre per ridurre i danni al rene, prima del clampaggio, si somministra del mannitolo.
Terminata la resezione del tumore si toglie il clamp dall’arteria e si controlla che non vi sia sanguinamento.
Il tumore viene estratto posizionato all’interno dei un sacchetto endoscopico. L’intervento termina con il posizionamento di un drenaggio. |
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Com’è il decorso post operatorio di una resezione renale laparoscopica?
Il decorso postoperatorio è caratterizzato dalla quasi completa assenza di dolore che è invece rilevante nell’intervento chirurgico classico.
La mobilizzazione postoperatoria è immediata (la mattina seguente), così come la ripresa dell’alimentazione.
La dimissione avviene in seconda o terza giornata.
La ripresa delle normali attività lavorative può avvenire entro 7-10 giorni.
La differenza di decorso rispetto ad un intervento open è talmente eclatante da non giustificare più il ricorso all’intervento chirurgico classico.
Com’è il controllo della malattia neoplastica?
I dati riportati dalla letteratura dimostrano come il controllo della malattia neoplastica sia perfettamente sovrapponibile a quello ottenuto con la tecnica open.
Ci sono perdite importanti di sangue?
Essendo un intervento con asportazione di parenchima renale, il rischio di perdite ematiche sia intra che post operatorie è sempre possibile, per tale motivo il monitoraggio post operatorio deve essere attento.
La durata dell’intervento laparoscopico è maggiore di quella dell’intervento open?
No. In mani esperte a durata dell’intervento laparoscopico è perfettamente sovrapponibile a quella dell’intervento chirurgico. |
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